Note storiche su Costante Girardengo.
Nel panorama ciclistico, professionistico, dilettantistico ed amatoriale i sodalizi che si ispirano e si sono ispirati al nome di Costante Girardengo sono tantissimi.
Tutti per lo stesso motivo: onorare ed emulare , se possibile, attraverso l'esercizio della disciplina ciclistica il primo Campionissimo del nostro amato sport.
Ma chi era Costante Girardengo?
Per dare risposta al quesito attingiamo ad alcuni lavori elaborati dall'amico, nonch�è grande conoscitore del "Gira" , Nazareno Fermi di Novi Ligure. Lo facciamo senza chiedergli il permesso, ma siamo certi che ne sarà� contento non fosse altro per il giusto riconoscimento che diamo al suo prezioso lavoro. Naturalmente l'epoca di Costante Girardengo in termini di tempo è� molto lontana da noi perciò� raccontarne le gesta è� difficile farlo per la vita vissuta, e allora ci si affida alle ricerche e i racconti di chi li ha raccolti negli anni in cui il Gira era ancora vivo, chiedendo direttamente a lui e/o a personaggi che hanno fatto parte di quel mondo.
Una cosa � certa: pochi ne conosceranno la storia, ma a nessuno sfugge che Girardengo è � stato il primo Campionissimo del ciclismo.
Del resto ci sembra giusto che chi indossa una maglia con la scritta "Costante Girardengo" sappia chi era costui!

Girardengo nasce a Novi nel marzo del 1893 in cascina Scarazzolo, in prossimità� dello scalo Ferroviari San Bovo e lo Stabilimento ILVA.
Era l'epoca che a Novi stavano mettendo la luce elettrica " Tugneta, guancia che a Neuve i meta a luse elettrica: u gh� pu ceru che in tra firadura" Traduzione: Antonietta guarda che a Novi stanno mettendo in funzione la luce elettrica: c'è� più� chiaro di quanto ce n'� all'interno della filatura)

Questi erano i commenti della cittadinanza degli anni in cui nacque Costante Girardengo. I novesi, nel frattempo fondarono il sodalizio " Velo club Novese" e costruirono una pista dove s'inizi�ò ad ospitare gare nazionali ed internazionali. In altre parole si stava preparando il terreno per il Campione che sarebbe stato Girardengo. Con lui inizia in Italia a diffondersi la passione per il ciclismo come disciplina sportiva.

Scrive Fermi " Fin dai primi anni di vita dimostr�ò grande interesse per il ciclismo. A venti anni cominci�ò ad inanellare quell'inimitabile collezione di successi che lo avrebbero fatto entrare nella leggenda. Non vinse mai il campionato del mondo, forse perchè� fu istituito troppo tardi ( nel 1927, ma tra le pagine pi� belle del suo carnet di vittorie troviamo il trionfo nel G.P. WOLBER nel 1924. Una corsa ad invito che era considerata a quel tempo il vero campionato mondiale.". (E pensare che la famiglia da subito non condivideva questa passione e ci volle molto prima che il padre si convincesse ad acquistargli la prima bici nuova del costo di 160 lire pagata in 7 rate.)
A 18 anni cominci�ò a vincere battendo campioni già� famosi ( Giovanni Cunicolo).
Era il 1911 e vinse in una sola annata 22 corse. Per un regolamento dell'UVI, che non consentiva ai dilettanti di fare pubblicit�à con le divise, dovette passare al professionismo.
Fu cos�ì che il costruttore alessandrino Maino lo ingaggi�, senza stipendio. Solo materiale e rimborso spese. I primi contatti con il mondo professionistico non furono tanto positivi, ma i segnali del campione cominciavano ed evidenziarsi.
Infatti, a 20 anni vinse la massacrante " 600 " ( in realt� 610 km) battendo allo sprint campioni del calibro Corlaita, Ganna e Pavesi.
Ancor prima, in ogni modo, aveva vinto corse meno importanti.

Naturalmente in questa sede non si vuole trascrivere tutto l'albo d'oro di Girardengo perch�è sarebbe comunque troppo lungo, ma ci si limita a ricordare che ha vinto ufficialmente 6 edizioni della " Milano-Sanremo ( in realtà� ne vinse 7, ma una non fu omologata per errore di percorso); 8 volte campione d'Italia; 5 volte " Milano Torino"; 3 volte " giro di Lombardia un numero imprecisato di " sei giorni in pista" senza dimenticare classifiche finali del " Giro d'Italia"

Questa in estrema sintesi la carriera ciclistica di Girardengo detto "l'omino di Novi".
Di Girardengo hanno scritto plausi in prosa e in rima non solo "addetti ai lavori", ma persone di altre estrazione culturale rispetto a quella sportiva, ciò� perch�è egli ha rappresentato per l'Italia dell'epoca un messaggio di forza e di determinazione nel riuscire. Erano gli anni della grande emigrazione verso le Americhe! Qualcuno per rendere l'immagine del campione scrisse di lui " aggiogato alla sua bici come un dannato dantesco" Ma il punto di forza del Gira era l'onest�à sportiva, da non confondere con le astuzie e l'acume tattico che usava per battere gli avversari.
Egli ammetteva sempre la sconfitta e non accampava scuse:
" sono andati pi�ù forte di me"
Come vinceva Girardengo?
In volata principalmente, ma era forte sul passo e non era fermo in salita. Altrimenti non avrebbe potuto vincere tutto quello che ha vinto in carriera! Nella vita civile fino che lo hanno sostenuto le forze, egli non si è� mai sottratto agli inviti che da ogni dove gli pervenivano per manifestazioni ciclistiche, inaugurazioni di sodalizi e presentazione di giovani corridori. Ha sempre onorato questi impegni con grande disponibilit�, elargendo consigli e apprezzamenti.
Scrive ancora Nazareno Fermi, che frequentava casa Girardengo in Cassano Spinola "da qualche tempo soffriva di disturbi alla circolazione, ma il suo tenore di vita non era molto cambiato, non ostante l'et�à. Era rimasto il solito buon commensale degli anni addietro e amava la compagnia della gente e degli amici"

E' questo il compendio del Campione-Uomo morto alla soglia degli 85 anni il 9 febbraio del 1978 e riposa nel cimitero di Cassano Spinola e la sua tomba è fatta spesso oggetto di pellegrinaggio degli appassionati di ciclismo.
Noi amatori, che ci fregiamo del suo Nome, ci proponiamo di diffondere il ciclismo quale messaggio educativo ricordando a tutti che chi pratica il ciclismo ha sicuramente sentimenti di rispetto per l'ambiente e per la societ�à.
Cosi come nel gruppo dei corridori occorre rispettare gli spazi altrui per essere sicuri che siano rispettati i propri, altrettanto desideriamo che accada nel vivere quotidiano.